Il settimo clone
Gli zoogeni e l'universo della Corrente: un'introduzione.
«Il settimo clone» è lungo 615.240 caratteri e in passato, prima del 2015, lo inviai (asininamente) al concorso annuale di Urania, che lo cestinò senza dire né A né BA. In seguito ho stabilito che la lunghezza eccessiva fosse il motivo principale – Dio solo sa perché non mi sia accorto delle eccessive dimensioni –, anche se, in definitiva, non ne sono poi troppo convinto. Vittorio Catani (che ricordo con affetto), ebbe a dire che nel romanzo, pur ricco di scene d’azione, fossero forse un po’ eccessivi i dialoghi, ipotizzando che sarebbe stato scartato. Ottimo profeta. Inviai in seguito un altro romanzo cyberpunk che non ebbe migliore fortuna. Risultato finale, pubblicai Il Settimo Clone con Amazon, ottenendo se non altro alcuni giudizi lusinghieri. Tra i quali, firmato da Dalek (che non conosco nemmeno di nome):
«(…) In un contesto volutamente vicino a quello della Strumentalità di Cordwainer Smith (1913-1966), Citi costruisce un'impalcatura degna dei grandi classici mondiali della fantascienza. Fuggita da una Terra sempre più invivibile e dominata da pochi superpotentati economici, l'umanità si è diffusa su centinaia di pianeti. In questa titanica impresa è stato fondamentale l'aiuto di tutta una serie di prodotti della manipolazione genetica, come biodroni, chimere e soprattutto zoogeni. Concettualmente uguali agli underpeople di cordwaineriana memoria, gli zoogeni – detti anche tranx o moreauviti - sono assistenti dall'aspetto apparentemente umano, versatili ma soprattutto "affidabili e intelligenti", ottenuti alterando i geni di animali terrestri come cani, gatti, cavalli, corvi, elefanti e via discorrendo. (…)»
Di seguito la prefazione, scritta da Silvia Treves – che viceversa conosco, avendola sposata.
Alexis, uno degli zoogeni di origine canina di classe più elevata, è un senziente talentoso, tanto intelligente e autodiretto da farsi notare fra i compagni fin dall'infanzia. La storia del piccolo Virgola – così lo ha soprannominato un suo istruttore, stupito dall'indipendenza e dalla curiosità del cucciolo – riempie Cielo Verde, il racconto incluso in Isole nella Corrente, che lo presenta ai lettori: un soggetto taciturno, diffidente, difficile da educare e mal disposto a rispettare le regole, sottolineando che la Scuola, anche quelle speciali dedicate a formare gli zoogeni, non funzionano per tutti. Spesso i migliori, e Virgola lo è, sono costretti ad affrancarsi. Nei racconti seguenti Alexis saprà farsi valere, farà quel tanto di carriera che possono fare gli zoogeni, che nel loro DNA hanno scritta una vita breve, di una cinquantina di anni. Questo Alexis, mandato su Xiao-Metropolis, «il pianeta dei dirigibili e delle aberrazioni genetiche» a svolgere una missione tanto delicata e segreta da non essergli stata rivelata, è ormai in giro da un bel po' di tempo, gode della stima dei superiori e di qualche santo in paradiso, che ci tiene a mantenerlo in vita.
La vicenda vissuta da Alexis scorre parallela ad altre, con protagonisti homo e non, alle prese con problemi che declinano esasperandole e distorcendole situazioni che ben conosciamo: il razzismo, la divisione in classi sociali, i conflitti dovuti al colonialismo di Interra e la volontà di indipendenza dei pianeti popolati in ondate successive dai terrestri, l'importanza cresciuta a dismisura di supermultinazionali, le «Fiduciarie», che ora gestiscono letteralmente la vita dei vari pianeti, l'incapacità delle varie classi politiche di rispondere alle necessità e alle esigenze di tutte le vite sparse fra centinaia di mondi. Le forme di potere, politico, militare, economico si intrecciano, giocando partite complesse con mosse spesso ignorate da molti dei giocatori.
Questo vasto Mondo della Corrente, visto con gli occhi disincantati degli zoogeni, tanto umani da riflettere sul proprio ruolo e la propria identità ma troppo legati ai creatori umani da non riuscire a odiarli, si colora di malinconia, perché tutti, homo e moreauviti, sono orfani di un luogo, una patria che non sanno nemmeno più ricordare.
«Lo sappiamo, la solita storia dell’autore dimenticato che viene a rompere i c… proprio qui.»
Esatto: giusto perché non si dica che rinuncio a raccontare anche se sono ben pochi gli ascoltatori, giusto perché esistono dei Covacich qualunque che su «La Lettura» parlano male della fantascienza senza averne letta, giusto perché alla mia età non si ha più nulla da perdere. Per chi volesse leggerlo, il romanzo si trova in Amazon: potete trovarlo senza problemi. E grazie per aver letto fino qui.



Confermo quanto ho detto nella mia prefazione a Settimo clone, Alexis è davvero talentoso e stimato dai suoi superiori, tanto sorprendente e capace di trovare soluzioni da meritarsi una vita migliore, ammesso che si possa usare questa parola per uno zoogeno. I lettori interessati potranno ritrovarlo in una vicenda successiva, “Amadeus” che dovrebbe uscire nel 2026